Con nota prot. 626 del 14 settembre 2026, indirizzata alla Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Interno, On. Dott.ssa Vanda Ferro, e all’Albo Nazionale dei Segretari comunali e provinciali, FEDIR ha chiesto un intervento ministeriale tempestivo e uniforme sull’applicazione dell’art. 2 del D.L. 7 agosto 2026, n. 144.
Il contenuto della norma
La disposizione, in vigore dall’8 agosto 2026, consente ai segretari iscritti nella fascia iniziale di accesso alla carriera di assumere la titolarità di sedi con popolazione compresa tra 3.001 e 5.000 abitanti, qualora la procedura di pubblicizzazione sia andata deserta, attribuendo per il periodo di titolarità il trattamento economico della classe della sede assegnata.
FEDIR ha accolto con favore la norma, definendola una risposta organica – in continuità con l’art. 12-bis del D.L. 4/2022 e l’art. 18-quater del D.L. 113/2024 – a un’esigenza strutturale dei piccoli Comuni, nei quali la gestione associata della segreteria rappresenta spesso l’unico strumento per garantirne la copertura, esigenza aggravata dal criterio della “sommatoria” introdotto dal decreto 21 ottobre 2020.
Il problema segnalato
Nonostante l’entrata in vigore della nuova disciplina, alcuni Albi regionali continuerebbero a fare riferimento alle previgenti discipline derogatorie, determinando un quadro applicativo incerto e disomogeneo sul territorio nazionale.
FEDIR ha inoltre rilevato che non appare conforme alla nuova disciplina imporre la cessazione delle convenzioni esistenti al 31 dicembre 2026, obbligando gli enti a rinnovare le procedure mediante nuove deliberazioni consiliari, pubblicazioni e nomine – soluzione che introdurrebbe costi e discontinuità organizzative in contrasto con i principi di economicità, continuità e funzionalità richiamati dalla stessa disposizione.
Le richieste al Ministero
FEDIR ha chiesto l’emanazione, con la massima urgenza, di indicazioni operative chiare e vincolanti che garantiscano:
- l’immediata applicazione dell’art. 2 del D.L. 144/2026;
- la continuità degli incarichi e delle convenzioni in essere;
- l’applicazione della nuova disciplina alle sedi prossime alla scadenza e alle convenzioni in corso di costituzione o modifica;
- l’uniformità dell’azione degli Albi regionali;
- l’assenza di soluzioni di continuità nella copertura delle sedi di segreteria.
FEDIR ha infine auspicato che il Ministero intervenga senza indugio, nelle more della più ampia ridefinizione delle fasce professionali e del sistema di carriera, da recepire nell’ambito del rinnovo del CCNL 2025-2027.
Il testo integrale della nota (prot. 626/2026) è disponibile [qui].
