Welfare aziendale e CIG: cosa chiarisce ANAC (atto 28 maggio 2025)

Oggetto del quesito. Una PA chiede se l’affidamento del servizio di welfare aziendale (piattaforma web + “crediti welfare” erogati ai dipendenti come fringe benefit) possa essere escluso dall’acquisizione del CIG e se i crediti caricati in piattaforma debbano essere esclusi dal valore del contratto. L’istanza richiama l’art. 56, c. 1, lett. m), d.lgs 36/2023 e ipotizza doppia fatturazione: una con CIG (canone/servizio) e una senza CIG (solo crediti welfare)  .

Limiti del parere. ANAC ricorda che non rilascia pareri preventivi su singoli atti/contratti (salva vigilanza collaborativa ex delibera n. 269/2023), ma fornisce indirizzo generale sulla base degli elementi esposti  .

Le 3 risposte chiave

  1. Il valore dell’appalto include anche i “crediti welfare”
    Ai fini dell’importo complessivo stimato e della base d’asta, la stazione appaltante deve considerare tutto l’importo pagabile all’operatore, comprendendo: canone della piattaforma, gestione tecnico-amministrativa e le somme destinate ai crediti welfare per i dipendenti. Queste confluiscono nel corrispettivo del servizio e non possono essere scorporate dal valore dell’affidamento  .
  2. CIG: va acquisito
    Poiché l’appalto ricomprende l’intero servizio (piattaforma + gestione + crediti welfare), l’amministrazione deve comunque acquisire il CIG secondo le modalità della procedura prescelta. L’ipotesi di esclusione richiamata dall’istanza non trova applicazione nel caso delineato  .
  3. Perché è così? L’analogia con buoni pasto e agenzie di viaggio
    ANAC richiama i propri orientamenti (es. Determina n. 5/2011 sui buoni pasto): come per i buoni pasto o per le agenzie di viaggio, l’operatore non svolge mera intermediazione ma un servizio complesso (convenzionamenti, piattaforma, gestione). Per questo, la base d’asta e il valore dell’appalto coprono l’intero importo del servizio, inclusi i crediti/valori spendibili dall’utenza finale  .

Inquadramento fiscale e definizioni (utile per il pubblico)

Il welfare aziendale consiste in opere/servizi/beni finalizzati a migliorare la vita privata e lavorativa dei dipendenti; i benefici previsti dai commi 2–4 dell’art. 51 TUIR non concorrono al reddito da lavoro (Circolare INPS n. 49/2023; Agenzia Entrate n. 28/2016 e n. 5/E del 29.03.2018). Nei piani “flexible benefits” ai dipendenti è assegnato un budget figurativo (“credito welfare”) spendibile tramite piattaforme dedicate  .

Cosa devono fare le amministrazioni (checklist operativa)

  • Definire l’oggetto del contratto includendo piattaforma, gestione e crediti welfare.
  • Determinare il valore stimato considerando tutte le componenti pagabili all’operatore (canone + fee + crediti welfare).
  • Scegliere la procedura in base a soglie e tipologia del servizio;
  • Acquisire il CIG per l’affidamento; evitare doppi flussi/fatture che scorporino i crediti dal perimetro del contratto con l’OE;
  • Impostare il capitolato con requisiti tecnici della piattaforma, modalità di accredito/gestione dei crediti, controlli, rendicontazione e tutela dei dati personali.  

Fonte: Atto a firma del Presidente del 28 maggio 2025 – fasc. 1305/2025 (ANAC)  

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